«Ignazio Marino? E’ tra i miei più bravi collaboratori. Si è preso la libertà di candidarsi. Ma quando finirà questa avventura, tornerà a lavorare con la mia Fondazione».Per dire, a questo punto Marino ha due opzioni: destro o sinistro. L'occhio del lider maximo su cui sputare. Secondo me non ha altra scelta.
«Come facciamo ad allearci con l'Udc che non riconosce l'uguaglianza tra le persone e vota contro l'omofobia? Io non voglio l'alleanza con l'Udc solo per avere un assessore in più».
Sono sempre stato fiero di essere antipatico a quella Napoli che si nasconde dietro i musei, i quadri, la musica in piazza, per far precipitare il decantato rinascimento napoletano in un medioevo napoletano saturo di monnezza e in mano alle imprenditorie criminali più spietate. Sono sempre stato antipatico a quella parte di Napoli che vota politici corrotti fingendo di credere che siano innocui simpaticoni che parlano in dialetto. Sono sempre stato fiero di risultare antipatico a chi dice: "Si uccidono tra di loro", perché contiamo troppe vittime innocenti per poter continuare a ripetere questa vuota cantilena.
Perché così permettiamo all'Italia e al resto del mondo di chiamarci razzisti e vigliacchi se non prestiamo soccorso a chi tragicamente intercetta proiettili non destinati a lui. Come è accaduto a Petru Birladeanu, il musicista ucciso il 26 maggio scorso nella stazione della metropolitana di Montesanto che non è stato soccorso non per vigliaccheria, ma per paura. Sono sempre stato fiero di risultare antipatico a chi mal sopporta che vada in televisione o sulle copertine dei giornali, perché ho l'ambizione di credere che le mie parole possano cambiare le cose se arrivano a molti.
Roberto Saviano
LONDRA - Bolt? Qualunque aborigeno della preistoria l'avrebbe surclassato. Il record mondiale del salto in alto è stato, almeno fino a un secolo fa, alla portata di buona parte dei giovani Tutsi, del Ruanda, che nelle cerimonie di iniziazione all'età adulta saltavano 2,50 metri e più, contro i 2,45 di Sotomayor. Questi ed altri esempi si possono trovare in un libro dell'antropologo australiano Peter McAllister, intitolato "Manthropology", dove lo studioso smitizza sistematicamente il mito del progresso fisico-atletico della nostra specie, e in particolare del genere maschile.
ROMA - Passa solo con 20 voti di scarto in Aula alla Camera il decreto correttivo che contiene lo scudo fiscale (270 i sì, 250 i no, 2 gli astenuti): significa che se l'opposizione fosse stata al completo, la norma tanto contestata da Pd, Idv e Udc e su cui il governo ha ottenuto la fiducia non sarebbe passata.Da questo momento in poi mi sento autorizzato a ritenere chiunque continuerà a votare o sostenere il Pd - semplicemente - un testa di cazzo.
«Mi presentavo ogni giorno ubriaco. Non dormivo per paura di fare tardi, ma alla fine arrivavo comunque in condizioni impresentabili, e allora mi mandavano a dormire in infermeria, mentre ai giornalisti dicevano che avevo avuto qualche problema muscolare. Non smettevo mai di bere e la situazione divenne insostenibile, finché iniziai ad entrare in conflitto con Mancini e dovetti lasciare l’Inter»
Adriano Leite Ribeiro
«Quando giocavo all'Inter, Ronaldo era il giocatore che si allenava di meno perché era il più forte del mondo ed è vero che tornavamo di notte alle 5/6 del mattino, perché andavamo per locali, poi però io dormivo due ore ed andavo sul campo a correre, mentre lui si metteva sul lettino a mangiare brioche e cappuccino. Il problema è che la sera dopo, a mezzanotte, si presentava sotto casa mia e suonava il clacson dell'auto fino a quando non scendevo ed uscivamo nuovamente».
Christian Bobo Vieri

Ma senza Ibrahimovic - e Mourinho la smettesse di fare il fenomeno perché qualcuno dovrebbe spiegargli che ormai con Moratti ha le partite contate - non si può più fare a meno, nella maniera più assoluta, di Balotelli. Lui e Maicon sono le uniche due soluzioni d'attacco che l'Inter ha. Com'era prevedibile, Eto'o e Milito sono soltanto dei superbi finalizzatori. E basta. Così come è palese che Eto' o e Milito sono due doppioni, due punte centrali che si pestano i piedi. Se non si capisce questo, se Mourinho non metterà in ballottaggio Eto' o e Milito per una maglia (Balotelli ed Eto'o o Balotelli e Milito le coppie possibili) vedremo presto all'opera un nuovo allenatore.O comunque, se Balotelli non è ritenuto (per motivi che magari noi non sappiamo) abbastanza affidabile o se (più verosimilmente) a Milito ed Eto' è stato garantito da qualcuno il posto da titolare fisso, allora uno dei due deve fare... il Balotelli della situazione. Non è che ci sia un'alternativa in tal senso. Cioè, mi sembra scontato e palesemente ovvio che non possono rimanere tutti e due dentro l'area ad aspettare l'assist. A turno, uno dei due deve prendersi la responsabilità di creare gioco, dare profondità, saltare l'uomo e procurare spazi per il tiro. Il problema è: ne sono capaci?
Sembra assurdo, ma il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio.Non è una novità che in Italia la sinistra storica, prima ancora degli aborti attuali, abbia sempre politicamente rimosso il problema della giustizia ingiusta. E questo - lo dico con una sorta di liberazione - a casa mia si chiama collusione.A chi ha il portafogli gonfio conviene chiedere risarcimenti miliardari in sede civile, perché tutto quello che rischia è il pagamento delle spese dell’avvocato. L’editore invece deve accantonare nel fondo rischi una percentuale dei danni richiesti per tutta la durata del procedimento e anticipare le spese ad una montagna di avvocati. Solo un editore molto solido può permettersi di resistere. Quattro anni fa mi sono stati chiesti 130 milioni di euro di risarcimento per un fatto inesistente, e la sentenza è ancora di là da venire. Se alle mie spalle invece della Rai ci fosse stata un’emittente più piccola avrebbe dovuto dichiarare lo stato di crisi. Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile. Questo avviene perché non esiste uno strumento di tutela. L’art. 96 del codice di procedura civile punisce l’autore delle lite temeraria, ma in che modo? Con una sanzione blanda, quasi mai applicata, che si fonda su una valutazione tecnica «paghi questa multa perché hai disturbato il giudice per un fatto inesistente». Nel diritto anglosassone invece la valutazione è «sociale», e il giudice ha il potere di condannare al pagamento di danni punitivi «chiedi 10 milioni di risarcimento per niente? Rischi di doverne pagare 20». La sanzione è parametrata sul valore della libertà di stampa, che viene limitata da un comportamento intimidatorio. La condanna pertanto deve essere esemplare. Ecco, copiamo tante cose dall’America, potremmo importare questa norma. Sarebbe il primo passo verso una libertà tutelata prima di tutto dal diritto. Al tiranno di turno puoi rispondere con uno strumento politico, quale la protesta, la manifestazione, ma se sei seppellito dalle cause, anche se infondate, alla fine soccombi.
La prestazione contro il Genoa, mostruosa per il pressing feroce e la marcatura asfissiante, dimostra che la Juve sa fare certe cose ma deve avere gamba e concentrazione al massimo. Altrimenti rischia con il Livorno o contro il Bologna che Papadopulo ha allestito bene: già la spinta di Molinaro a Di Vaio al 33’ avrebbe meritato il rigore e l’espulsione dello juventino, mentre al 46’ l’autorete di Chiellini era annullata per un fuorigioco non clamoroso.A dirla tutta c'era anche un fallo di mano in area (sempre di Molinaro) che però fa il paio con una trattenuta di Raggi su Chiellini nell'altra area. Anche se sulla Gazzetta dello sport Antonello Capone scrive:
Al 42’ mano di Molinaro su tocco di Vigiani: non pare rigore.A me invece pare. Ma che ci vogliamo fare? Tutto è relativo, a questo mondo, figurarsi una partita di calcio.
Al 29’ gol di Adriano su cross di Maicon: tocco con la testa, palla sul braccio e poi dentro in gol. L’involontarietà non è certa, c’è un movimentino del braccio sospetto. Forse Rosetti non vede proprio il braccio e con lui l’assistente Calcagno: d’altronde l’unico che subito fa il segno del braccio è Abbiati.Laddove, s'intende, «movimentino» raggiunge, nella letteratura sportiva di tutti i tempi, le vette del sublime. E, comunque, se Capone non si sente ridicolo saranno pur fatti suoi (e di chi legge e compra il foglio rosa).
(ANSA) - ROMA, 21 SET - Le Frecce Tricolori hanno sorvolato la basilica di San Paolo prima in orizzontale e poi in verticale componendo una croce. Intanto le bare dei militari uccisi venivano portate fuori accompagnate dal grido 'Folgore, Folgore'. 21-SET-09 12:47
«Almeno uno dei ragazzi morti a Kabul, una volta tornato, avrebbe corso il rischio di non essere riconfermato». Il rappresentante del Cocer al tavolo di Palazzo Chigi sulla manovra gela tutti.
Laureato in matematica e fisica ma da anni precario e con un'occupazione da muratore, si è tolto la vita perchè la ditta edile nella quale lavorava si è vista costretta a ridurre il personale. Si è sparato un colpo al petto un quarantanovenne residente a Sora.

Era di un soldato americano il maglione che ha fatto sognare mezza Italia. Immortalata dal bianco e nero di Giuseppe De Santis e dalle forme generose di Silvana Mangano, lo scollo a V, la maglia che ha creato il prototipo della maggiorata italiana era, in realtà, un indumento militare. Luigi Manfredini, figlio del fattore della tenuta Veneria di Lignana che ospitava le riprese di Riso amaro, l’aveva acchiappato al volo da un camion in corsa, quello dei soldati americani che nell’aprile del ‘45 avevano liberato il campo in cui era rinchiuso, un piccolo lager della Germania, al confine con Polonia e Cecoslovacchia. «Non avevamo niente, gli americani ci lanciavano cibo e vestiti. Sono rientrato in Italia con quella maglia addosso», racconta oggi. Marrone, a coste. Quando Luigi torna la madre, spirito pratico, pensa a un altro colore. Tinge la maglia in casa, come si faceva una volta. Il risultato è un viola-bordeaux. Per Luigi, poco più di vent’anni, diventa un indumento da tutti i giorni, comodo per i lavori di meccanica che sbriga all’interno della grande cascina.
Quando il regista De Santis chiede alla gente del posto di portare un po’ di vestiti per rendere l’abbigliamento del cast più «genuino» possibile, la maglia americana finisce nel mucchio. «E per la Mangano scelsero proprio quello. Forse al regista piaceva il colore, chissà». Forse bastava un’occhiata per capire che quello scollo a V, quel taglio anonimo, erano perfetti per un profilo destinato a segnare l’immaginario collettivo. Infilata nei pantaloncini corti, le maniche arrotolate, la maglia dell’esercito Usa entrò nella storia del cinema.
ROMA - A nessuno possono essere imposte alimentazione e idratazione forzata, nè cosciente nè incosciente, e anche in caso di stato vegetativo un cittadino può esprimere ex post la propria volontà di interrompere terapie giudicate inutili, comprese proprio alimentazione e idratazione.
Il Tar del Lazio - accogliendo un ricorso del Movimento difesa dei Cittadini all'ordinanza Sacconi emanata lo scorso anno, nei giorni del caso Eluana - boccia di fatto la legge sul testamento biologico già approvata alla Camera e al vaglio del Senato, dove si precisa invece che alimentazione e idratazione artificiali sono atti imprescindibili che il malato in stato vegetativo non può rifiutare tramite una dichiarazione anticipata di trattamento.
La sentenza. "I pazienti in stato vegetativo permanente - si legge nella sentenza - che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti".
LA REPLICA DI VESPA - Immediata la replica del celebre conduttore tv al segretario del Pd. «Caro Segretario, - scrive Vespa in una lettera - debbo dirLe con franchezza che le motivazioni del Suo rifiuto mi paiono pretestuose. Nei giorni scorsi - si legge nella lettera - abbiamo invitato il presidente del Consiglio come facciamo da 15 anni (si veda il caso di Prodi, D'Alema e Amato) per la seconda serata che apre la nostra stagione. Contestualmente, fedeli alla correttezza che ci ha sempre caratterizzato, abbiamo invitato il leader dell'opposizione. Nello scorso fine settimana, la direzione generale della Rai ha deciso di portare in prima serata l'evento di oggi e non vedo come questa scelta possa essere attribuita a noi e stravolgere il senso dell'invito che Le abbiamo rivolto. Non Le consento peraltro - prosegue Vespa - di definire una nostra trasmissione che Lei ancora non ha visto, come una vetrina al servizio del presidente del Consiglio. Esigo da Lei - conclude - lo stesso rispetto rivolto ad altre trasmissioni che dal pluralismo di Porta a Porta hanno tutto da imparare».
"Leggo ora - dice il leader Pd - alcune dichiarazioni di Vespa secondo le quali la mia presenza sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l'incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell'azienda allo scopo di garantire al premier una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d'Abruzzo. E' un'operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo".
La stampa deve sorvegliare i governanti e denunciare i loro errori.
«Penso che i veri tifosi sanno cosa ho fatto per l'Inter e prima che arrivassi io non avevano vinto per 17 anni. Quando sono arrivato io abbiamo vinto per tre anni fila. E sono stato lì solo tre anni...»E cioè:
OMBRE ROSSE - La sinistra piange sul suo sfacelo alla proiezione di Ombre rosse di Citto Maselli. Ma non perde comunque il vecchio vizio di dividersi, perché subito l’architetto Massimiliano Fuksas, da molti identificato in un archistar poco edificante e molto radical chic, annuncia ritorsioni: non restaurerà più gratuitamente la villa di Visconti a Ischia, sede della fondazione di cui Maselli è presidente. «Ma i miei personaggi sono pura invenzione», ribatte il regista. Come dire che se qualcuno si riconosce peggio per lui.
Lo stabilimento siderurgico Ilva vince su tutte le altre aziende italiane per aver emesso in atmosfera 32 tonnellate di Ipa (pari al 95% del totale nazionale delle emissioni industriali censite dall'Ines), 92 grammi di diossine e furani (pari al 92% del totale), 74 tonnellate di piombo (78%), 1,4 tonnellate di mercurio (57%), 231 tonnellate di benzene (42%), 366 kg di cadmio (42%), 4 tonnellate di cromo (31%). Tre classifiche invece riguardano i macroinquinanti le emissioni da primato nazionale dell'Ilva sono le 540mila tonnellate di monossido di carbonio (pari all'80% del totale nazionale delle emissioni industriali censite dall'Ines), le 43mila tonnellate di SOx (15%) e le 30mila tonnellate di Nox (11%).
«Se Berlusconi avesse un’amante, o anche se la raccomandasse alla Rai, sarebbe gossip, ma il fatto che il capo del governo sia connesso, sia pure come utilizzatore finale, con un giro di prostituzione organizzata non è gossip, ma un fatto pubblico, che mina la credibilità dell’Italia nel mondo e delle istituzioni e su cui è tenuto a dare spiegazioni».
Massimo D'Alema
Riassumendo: i giornalisti non fanno domande, non scrivono quello che sanno, le interviste le fanno in ginocchio (abbiamo sentito uno chiedere: ''Quanto ti piace lavorare con Mourinho?''), vengono trattati come cani da uffici stampa e calciatori e contano meno del due di briscola nell’economia dell’azienda. Aggiungiamo che si fanno riconoscere sempre e dappertutto, basta rileggere l’articolo sulle botte fra di loro al G8, quando si presero a schiaffi e pugni per mettere le mani sui gadget. Ecco, sono gli stessi che poi vedi in tv sbrodolando verità assolute come se da quelle parole dipendessero le sorti dell'umanità. Peccato che senza la pubblicità dell'olio Bertolli e dei cracker Pavesi starebbero a casa loro a raccontare quelle verità alla moglie mentre si sistema i bigodini. Questa è la libertà di stampa.
Dominique Antognoni
L'uomo che negli anni di Cesena è stato anche una figurina introvabile dell'album Panini e poi un medico a bordo ring («ma con il povero Parisi e Kalambay quando mancava lo sparring facevo i pugni e dovevo scappare per i cazzotti che mi davano...») e naturalmente il numero uno della nazionale medici, giocherà con ragazzi che potrebbero essere suoi nipoti: «Io non ne ho, però di sicuro batterei i miei figli nei 100 metri: faccio ancora 12''5. Mia moglie però mi dice di smetterla, che ho stancato. In realtà se la ridono tutti sotto i baffi».
Ma siamo davvero sicuri che la signora Antonietta Raco fosse malata di Sla?
tra le possibili opzioni manca il Bari.INTER-BARI 1-1: CHI HA SBAGLIATO DI PIU?
ROMA - Le nomine imperversano nella fiction di fine estate della Rai. Da alcuni giorni gira il sospetto che i vertici di RaiTre e Tg3, attualmente occupati da Paolo Ruffini e Antonio Di Bella non vengano rinnovati per colpa del congresso Pd. E così tutto potrebbe restare bloccato fino al 25 ottobre, quando si saprà se è Bersani o Franceschini il vincitore. Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, appare alquanto irritato, perché è comunque lui a dover formalizzare le proposte: «Di quelle nomine parleremo certamente ad inizio settembre. Ma - avverte una cosa è certa: non saranno legate in alcun modo al congresso del Pd». Ciò però che Masi non è in grado di garantire, perché non dipende solo da lui, è che queste ultime vengano fatte prima del congresso. Ne approfitta Maurizio Gasparri per invitare il Pd ad una «soluzione immediata e trasparente »: «La Rai decida subito, così avremo la prova che il Pd non telecomanda le sue truppe».O forse non ho capito? C'è forse lottizzazione e lottizzazione? C'è la lottizzazione a fin di bene e quella che non va bene? La lottizzazione di sinistra è riformista e quella di Berlusconi meno? Quelli nominati dal Pd sono più bravi? Più simpatici? Più eleganti? Più... giornalisti? Lottizzati ma anche un po' giornalisti?

L'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il capo siciliano della mafia Totò Riina, lo scrittore della sicilitudine Leonardo Sciascia, il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso dalla mafia perché la conosceva bene, Massimo Ciancimino il figlio del sindaco mafioso di Palermo don Vito e altri esperti della onorata società hanno spiegato invano agli italiani che il problema numero uno della nazione non è il conflitto fra il legale e l'illegale, fra guardie e ladri, fra capi bastone e le loro vittime inermi, ma il loro indissolubile patto di coesistenza. L'essere la mafia la mazza ferrata, la violenza che regola economia e rapporti sociali in province dove la legge è priva di forza o di consenso.
Eppure la maggioranza degli italiani non se ne vuol convincere, si rifiuta di crederlo e quando il capo della mafia Totò Riina fa sapere che l'assassinio del giudice Paolo Borsellino è stato voluto o vi hanno partecipato i tutori dell'ordine, ufficiali dei carabinieri o servizi speciali, il buon italiano si dice: è l'ultima scellerataggine di Riina, mette male nel nostro virtuoso sistema sociale. Se ci sono due scrittori italiani e siciliani che hanno larga e meritata popolarità nel paese essi sono Giuseppe Tomasi di Lampedusa autore del 'Gattopardo' e Andrea Camilleri i cui libri sono in testa alle vendite, salvo il libro migliore, uno dei primi edito da Sellerio in cui spiegava per filo e per segno i compromessi fra mafia e Stato su cui si fonda l'unità d'Italia.
Senza alcuna presunzione di avvicinarmi a questi maestri, vorrei umilmente ricordare ai miei connazionali le ragioni per cui il capo delle mafie Totò Riina ha potuto scrivere il famoso 'papello' al capo del governo italiano per chiedergli, come ora ci fa sapere Massimo Ciancimino custode del documento, se, viste le buone relazioni correnti, il capo del governo non poteva mettere a disposizione del capo della mafia una rete della televisione. Proprio come chiesero e ottennero la Terza rete i comunisti quando condizionavano il mercato del lavoro.
Massimo Ciancimino, il figlio del sindaco mafioso di Palermo, ha detto o lasciato capire che i carabinieri 'nei secoli fedeli' si attennero nelle operazioni di mafia ad attenzioni speciali, clamorosa quanto rimasta senza spiegazioni credibili la mancata perquisizione nella villetta in cui Riina aveva abitato e guidato per anni la 'onorata società'.
Del pari sono rimaste senza spiegazioni le accuse e le richieste di chiarezza mosse, quando era sindaco a Palermo, da Leoluca Orlando. Eppure una ragione del 'comportamento speciale' della più efficiente polizia italiana verso la mafia c'è ed è evidente: i carabinieri, come la mafia, non sono qualcosa di estraneo e di ostile alla società siciliana, fanno parte e parte fondamentale del patto di coesistenza sul territorio, di controllo del territorio condiviso con la Chiesa e con la mafia. In ogni paese siciliano accanto alla Chiesa e al parroco c'è una caserma dei carabinieri e una cosca mafiosa. Spiega Camilleri nel suo aureo libretto: i parroci sono persone oneste, ma sanno che a mettersi apertamente contro la mafia restano isolati, senza sussidi, senza ragazzi negli oratori. E i carabinieri? I carabinieri, specie quelli che arrivano da altre provincie, sanno che la loro vita è appesa a un filo che un colpo di lupara può raggiungerli in ogni vicolo, in ogni tratturo. Non è naturale, obbligatorio che si creino delle tacite regole di coesistenza o di competenza?
Giorgio Bocca
bisognerà convincere chi vota Berlusconi a non votarlo più.Ma... quindi ha ragione Giuliano Ferrara? E Antonio Polito? E... Emilio Fede? I giornali e i Tg si fanno per obbligare qualcuno a votare in una certa maniera? Ma... non doveva essere un giornale di fatti? Non è questa forse la cosa più rivoluzionaria che si possa fare? Un quotidiano che racconta - finalmente - i fatti per quelli che sono (o appaiono)?