Come ha potuto farmi questo? Come ha potuto sputarmi addosso tanto veleno, proprio il giorno della Vigilia di Natale?– Ma che dice, ma come si esprime? Io non lo capisco, mica. Ughi gli dice che la sua musica fa schifo e lui gli risponde che si è diplomato al conservatorio, che è laureato in filosofia? Che non si doveva permettere, proprio alla vigilia di Natale? Che cazzo c'entra? Che cazzo significa? Sembra uscito da un film di Totò. Ma da dove cazzo viene questo qui?
«Che spettacolo desolante! Vedere le massime autorità dello Stato osannare questo modestissimo musicista. Il più ridicolo era l’onorevole Fini, mancava poco si buttasse in ginocchio davanti al divo». Uto Ughi non ha troppo apprezzato il concerto natalizio promosso dal Senato della Repubblica che ha avuto come protagonista il pianista Giovanni Allevi. Il nostro violinista lo ha ascoltato - «fino alla fine, incredulo» - dalla sua casa di Busto Arsizio e ne è rimasto «offeso come musicista. Pianista? Ma lui si crede anche compositore, filosofo, poeta, scrittore. La cosa che più mi dà fastidio è l’investimento mediatico che è stato fatto su un interprete mai originale e privo del tutto di umiltà. Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del Nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze».Approvo e sottoscrivo le affermazioni di Uto Ughi nell'intervista di Sandro Cappelletto e annoto: come sarebbe bello se i giornali facessero parlare di più le persone serie...