Il problema dell'ingerenza del Vaticano nella politica è che i cattolici non solo vogliono avere sempre voce in capitolo, ma non ammettono critiche. E questo è laicamente inaccettabile.
Prendiamo la tesi del Papa sull'
inutilità dei preservativi per la prevenzione dell'Aids. D'accordo, la Chiesa deve vendere il suo prodotto e ha diritto - a prescindere - di dire qualsiasi cosa. D'altronde, se qualcuno si fa convincere che gli asini volano saranno pur sempre problemi anche nostri (perché gli stessi che credono agli asini che volano hanno pur sempre diritto di voto) ma insomma, il mondo - lo sappiamo tutti - non solo non è perfetto, ma anzi: tende decisamente alla stupidità. Rassegnamoci.
Il problema però è un altro: il fatto è che poi la Cei pretende che
nessuno osi contestare una cazzata del genere. Come se l'inutilità dei preservativi fosse un dogma piuttosto che una evidente,
oggettiva, cazzata. E una cazzata è sempre una cazzata, che la dica io o la dica il Papa.
Sarebbe allora a questo punto auspicabile che come ha fatto giustamente la
Francia anche in Italia quanti si autodefiniscono laici prendano posizione. Non dico Berlusconi, non dico il governo, ma almeno quelli del Pd qualcosa potrebbero obiettare. O no?
Altrimenti, in caso contrario, potrebbe ravvisarsi secondo me una specie di concorso di colpa. Un'apologia del cazzarismo. Un cazzarismo che più dogmaticamente infelice non si può. Insomma, Franceschini se dici di essere un laico faccelo vedere: se ci sei batti un colpo.