Su Acquafresca mi sono sbagliato: abbiamo fatto benissimo a darlo via. Con i piedi è un disastro e ha pure pochissima personalità. Un bluff o se vogliamo un attaccante di squadra di seconda fascia. E poi Cigarini. I misteri del calcio e della sua eterna, profondissima ottusità (che è anche il suo fascino). Cigarini fa nell'under 21 del 2009 (2009 e non 1969) quello che una volta si chiamava regista. Il regista fragile e mingherlino degli anni Settanta, quello che doveva illuminare il gioco e inventare soluzioni per gli attaccanti ma che dopo dieci minuti era già senza fiato costringendo così, vittima predestinata di medianacci che giustamente lo menavano, la squadra a giocare in dieci per buona parte della partita. Eccolo, Cigarini: fa due passettini (contati) alza la testa, saluta tutti e oplà passaggetto a destra, altri due passettini e oplà gli ridanno il pallone e lui oplà fa un altro passaggetto stavolta a sinistra. Quindi si fa da parte, scompare e si eclissa fino al prossimo alleggerimento a centrocampo. Non pressa, non corre e a volte manco cammina (Cigarini gioca da fermo) e tantomeno arrischia un lancio in profondità o punta l'avversario. Cigarini è lì, sta lì al centro del campo e più che altro osserva gli altri che corrono e si dannano. Così i lanci lui più che farli li suggerisce (quasi sempre a un malcapitato difensore) e il pallone più che addomesticarlo lo accarezza facendo ogni volta un bel girotondo su se stesso prima di appoggiare indietro o al difensore che gli sta più vicino. Un vero fenomeno Cigarini. Ancor di più chi lo fa giocare in Nazionale. Davvero.
(Oppure magari si scoprirà che ha qualche parente eccellente, chissà...)