Piove sul bagnato, si direbbe. Eliminati dal Liverpool, silurati dalla stampa e abbandonati da Mancini che dopo la partita ha polemicamente annunciato di andare via dall'Inter alla fine della stagione. Manca solo il plotone d'esecuzione....
Spero che Moratti intervenga subito e faccia tornare sui suoi passi l'allenatore. Sia perché non è giusto che lasci l'Inter (e proprio in un momento come questo, poi...) e sia perché così pregiudica il buon proseguimento in un campionato che sì, con tutti gli strascichi che questa sconfitta potrebbe comportare ora è proprio riaperto eccome...
Calma e sangue freddo, siamo l'Inter mica una squadretta qualsiasi! O... proprio perché siamo l'Inter dovrei preoccuparmi ancor di più?
Praticamente, vista l'aria che tira, squadra e società saranno in balia di giornali e tv fino al fischio d'inizio di Inter-Palermo. Un fuoco di fila, un massacro mediatico, un copione tra l'altro già visto. E, a caldo, non voglio neanche immaginare in che condizioni ci si arriverà, alla partita dico. Speriamo almeno che Mancini ci ripensi e intanto prepari qualche buon schema per il modulo a dieci.
Ormai è chiaro, giocare undici contro dodici non bastava più e adesso ci fanno giocare sempre in dieci. L'importante è saperlo e in futuro attrezzarci. Capisco la fiscalità, ma per due incontri di fila e, soprattutto, solo in un senso? Una gara bella e combattuta, che poteva anche essere riaperta, finita anzitempo allorché l'arbitro ha platealmente deciso di ripristinare il solito handicap. D'accordo, abbiamo sprecato quattro occasioni pulite pulite, certo non abbiamo avuto continuità e spesso non siamo stati abbastanza lucidi. E, soprattutto, a volte ci siamo letteralmente cacati addosso, facendoci del male contro una squadra che evidentemente deve essere diventata uno spauracchio per alcuni nerazzurri. Per esempio Cambiasso, sicuramente segnato a vita da questi ottavi: tra andata e ritorno dal campione qual era si è trasformato per la paura che aveva in campo in un giocatore a tratti irriconoscibile, letteralmente terrorizzato. Inspiegabilmente goffo e intimidito dagli avversari. Ma che film ha visto? Quelli contro cui incespicava erano gli stessi che si erano fatti segnare due gol da nonno Inzaghi, per dire, la cui squadra la mettiamo puntualmente sotto ormai da due anni. O per esempio la goffaggine peraltro portata a spasso pure con una certa indolenza di Maicon che tra una disattenzione e l'altra ha provato in tutti i modi a mettere in difficoltà la propria retroguardia. Sembrava giocasse per conto suo, con una terza squadra, l'ormai irritante brasiliano. Ecco: solo questo si può rimproverare ai giocatori, niente altro. Hanno fatto quello che hanno potuto Vieira e Stankovic, non stanno bene e si vedeva eccome, ma d'altronde non c'era alternativa. Sfortunati e stranamente poco freddi nelle conclusioni Ibrahimovic e Cruz. Entrambi si divorano un paio di gol a testa, clamoroso quello sbagliato dallo svedese appena dopo l'espulsione troppo fiscale secondo me di Burdisso (fino ad allora sempre puntuale e neanche tanto falloso): Ibrahimovic si ritrova a tu per tu con Reina ma alza sopra la traversa. Eroici, loro davvero sì, capitan Zanetti e il più giovane, il roccioso Rivas (chi ha detto che non ha i piedi buoni? Gli ho visto fare almeno un paio di lanci alla Suarez...) e il più lucido di tutti, Chivu.
Mancini da parte sua non ha sbagliato niente, ha schierato i migliori che aveva a disposizione e l'Inter ha mostrato carattere e determinazione. Se l'è giocata, insomma, anche se non ha avuto fortuna. Finché si era in parità numerica il Liverpool è stato messo alle corde e se non ha capitolato è soltanto perché gli ha detto bene e perché c'era qualche nerazzurro che vedeva fantasmi in campo e qualcun altro a cui non rispondevano le gambe. Ritengo ingiusti i fischi ai tre sostituiti e assolutamente autolesionistiche e fuori luogo le polemiche del dopopartita. Il pallino passa ora a Moratti affinché scongiuri il peggio: bisogna evitare che dopo l'eliminazione lo spogliatoio si disunisca e riversi veleni e rancori pure in campionato. Mancini va aiutato a ravvedersi per evitare sul nascere una possibile, inarrestabile, crisi.
D'altronde, è perfettamente inutile abbattersi più di tanto. La qualificazione l'avevamo persa all'andata e lo sapevamo. L'importante a questo punto è guardare immediatamente avanti e fin d'ora pensare al Palermo e al campionato. Se lo spogliatoio rimane unito ora senza Champions sarà più facile, soprattutto se ci organizziamo meglio gli schemi a dieci.
LE MIE PAGELLE
Julio Cesar 6. Esce con tempismo al 25' del primo tempo su Babel lanciato in contropiede. Inerme sul gol di Torres.
Maicon 5,5. Dopo le due partite col Liverpool andrebbe forse rivisto il giudizio su di lui. Così in balia degli inglesi - goffo e insicuro in difesa, lezioso e ininfluente in avanti - sembrerebbe un po' sopravvalutato.
Rivas 6,5. Fino a quando si è giocato in undici contro undici, tra i più reattivi e concreti, ottimo tempismo ed essenziale nei recuperi, preciso nei rilanci. Per me, promosso titolare.
Chivu 6,5. Calci piazzati a parte (davvero inguardabili) è stato per il resto inappuntabile (almeno fino alla parità numerica) in ogni angolo del campo. Stessa determinazione dei compagni di reparto ma con ben altri piedi. Ammirevole per aver giocato con la spalla dolorante e per la lucidità da campione.
Burdisso 6. Grande coraggio e grande agonismo, puntuale e preciso, neanche tanto falloso, viene penalizzato da un'espulsione troppo fiscale. Giusta la prima ammonizione per un fallo su Kuyt che gli era scappato, eccessiva assai la seconda.
Zanetti 7. Devastante e imprendibile, soprattutto nel primo tempo. Come incursore fa impazzire mezzo Liverpool che tenta invano di fermarlo. Peccato che venga assecondato poco e male da compagni in debito di forma.
Vieira 5. Niente da fare. Non sta bene e non riesce a spingere come dovrebbe. In una delle poche volte che riesce ad accelerare si ritrova lo specchio della porta aperto, ma invece di tirare eccede nel portar palla per servirla a un attaccante e l'occasione sfuma. Una prova anonima.
Pelè s.v.
Cambiasso 4,5. Inspiegabile la sua involuzione al cospetto dei Reds. A volte scivola, altre incespica o si perde il pallone, corre a vuoto e non entra mai nel vivo della partita. Un vero e proprio, stranissimo, complesso di inferiorità. Un mistero.
Stankovic 4. Parte bene, nei primi minuti sembra abbastanza tonico, ma dopo i primi contrasti persi si smarrisce fino a scomparire dalla scena. Oggettivamente disastrosa, la sua prestazione.
Jimenez s.v.
Ibrahimovic 6. Non ha fortuna, forse perché non è lucido come al solito. Dà l'impressione pure lui di soffrire oltremisura gli avversari in campo... Certo, non è determinante ma la sua parte la fa. Si mangia, al 12' della ripresa, quando l'Inter è già in dieci, un gol fatto. Ingiusto fischiarlo.
Suazo s.v.
Cruz 6. Va vicino al gol alla mezz'ora del primo tempo con un diagonale che sfiora il palo (mentre Stankovic era solo soletto in area) e al 43' con un colpo di tacco respinto miracolosamente da Reina. Per il resto fa quello che ci si aspetta da lui: fa salire la squadra, dà profondità e libera spazi. Manca la cosa più importante: il gol.