Come
Beppe Grillo ho deciso - per me sarà la prima volta - di non andare a votare, ma a differenza sua io non ne sono affatto orgoglioso. Anzi. È una scelta fatta contro voglia che mi intristisce. Il mio vuole essere più che altro un non-voto di protesta. Non andrò a votare per protestare contro il conservatorismo irresponsabile dei partiti di sinistra e per rivendicare la costituzione di un partito unico della sinistra capace di rappresentare i valori della solidarietà e della giustizia sociale, un partito nuovo in sintonia con le persone e non con i talk show, senza più gli attuali - impresentabili - leader. Non andrò a votare per protestare contro
Bertinotti e il suo - imbarazzante - stile di vita.
Vorrei essere ottimista e pensare che possa servire a qualcosa. Che prima o poi potrò insomma tornare a votare ed esprimere le mie scelte politiche. Pensò però che forse il partito unico non si farà mai e che semmai nascesse sarebbe destinato ad avere un ruolo marginale, assolutamente ininfluente sul destino ineluttabile di un Paese avviato verso una completa "americanizzazione".