«Un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto».
Pier Luigi Bersani
segretario Pd
«al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».

Fosse per me il turn-over lo farei a Kiev, altro che storie. Giuro. Della Champions league non me ne può fregà dde meno quando oggi a Livorno l'Inter ha la possibilità di portarsi a più sette dalla squadra della Fiat e di tenere a nove la squadra di Berlusconi.
Francesco Rutelli è uno di quei politici di fronte ai quali non sai mai bene se piangere o ridere. È, politicamente parlando, talmente cialtrone, così esageratamente voltagabbana e inattendibile che sicuramente non manca di ispirare a volte un sorriso di commiserazione. Per sintetizzare: un paraculo. Professionista. Talmente cialtrone da strapparti un sorriso, seppure con un inevitabile retrogusto amaro. Perché, in realtà, Rutelli è il perfetto esempio di quanto sia sempre attuale - e drammaticamente inattaccabile - il trasformismo. Radicale, ambientalista, democristiano: Rutelli è tutto e il contrario di tutto. Perchè l'importante è esserci, sempre e comunque. Per esempio: adesso dice che va via dal Pd perché il Pd non è quel partito nuovo e moderno che doveva essere nei progetti originari. Può darsi che sia così. Può darsi che il Pd non dica nulla di nuovo. Solo che lui, Rutelli, va via dal Pd ritenuto vecchio e antiquato per andare, pensate un po', nell'Udc di Casini.
Negli ultimi 6 minuti più 3+1 di recupero si è rivista improvvisamente l'Inter di Champions. Il rigore regalato da Julio Cesar ha riaperto una gara già chiusa nel primo tempo e l'Inter puntualmente è stata colta dal solito attacco di panico collettivo. Come se improvvisamente il Catania fosse diventato il Barcellona. Questo per dire, secondo me, che forse non è un problema determinato dal valore degli avversari e dal timore reverenziale che ne consegue, ma più semplicemente potrebbe essere fifa.
«Ignazio Marino? E’ tra i miei più bravi collaboratori. Si è preso la libertà di candidarsi. Ma quando finirà questa avventura, tornerà a lavorare con la mia Fondazione».Per dire, a questo punto Marino ha due opzioni: destro o sinistro. L'occhio del lider maximo su cui sputare. Secondo me non ha altra scelta.

Sì, è vero: Stankovic e Sneijder sono stati i migliori in campo. E Samuel a seguire. Ma a mio modo di vedere e giudicare il calcio il giocatore determinante, quello che insomma ha sparigliato (e con i suoi movimenti in attacco e gli spazi creati per le incursioni dei centrocampisti ha fatto la differenza) è stato Balotelli. Limiti caratteriali a parte, il qui presente blog aveva predetto fin dal suo primo gol alla squadra della Fiat che trattavasi di un campione. E contro il Genoa ha dimostrato che l'Inter, lì davanti, non può fare a meno di lui. Cosa che il qui presente blog sostiene dall'inizio della stagione.«Come facciamo ad allearci con l'Udc che non riconosce l'uguaglianza tra le persone e vota contro l'omofobia? Io non voglio l'alleanza con l'Udc solo per avere un assessore in più».
Sono sempre stato fiero di essere antipatico a quella Napoli che si nasconde dietro i musei, i quadri, la musica in piazza, per far precipitare il decantato rinascimento napoletano in un medioevo napoletano saturo di monnezza e in mano alle imprenditorie criminali più spietate. Sono sempre stato antipatico a quella parte di Napoli che vota politici corrotti fingendo di credere che siano innocui simpaticoni che parlano in dialetto. Sono sempre stato fiero di risultare antipatico a chi dice: "Si uccidono tra di loro", perché contiamo troppe vittime innocenti per poter continuare a ripetere questa vuota cantilena.
Perché così permettiamo all'Italia e al resto del mondo di chiamarci razzisti e vigliacchi se non prestiamo soccorso a chi tragicamente intercetta proiettili non destinati a lui. Come è accaduto a Petru Birladeanu, il musicista ucciso il 26 maggio scorso nella stazione della metropolitana di Montesanto che non è stato soccorso non per vigliaccheria, ma per paura. Sono sempre stato fiero di risultare antipatico a chi mal sopporta che vada in televisione o sulle copertine dei giornali, perché ho l'ambizione di credere che le mie parole possano cambiare le cose se arrivano a molti.
Roberto Saviano
